La Covip passa ai raggi X i costi dei fondi pensione

Al fine di favorire la confrontabilità dei costi dei fondi pensione e delle polizze individuali di previdenza (pip) la Covip ha fornito, pubblicandoli sul proprio sito, i valori degli Indicatori sintetici di costo (Isc) medi, massimi e minimi per le varie tipologie di forme e comparti da utilizzare per la predisposizione del grafico contenuto nella Scheda dei costi della Nota informativa. Questa contiene un grafico che illustra l’Isc a 10 anni di ciascun comparto del fondo o del pip rispetto all’onerosità di tutti i comparti delle forme pensionistiche complessivamente considerate con politiche di investimento simili (garantito, obbligazionario, bilanciato e azionario). Per agevolare il confronto, vengono rappresentati nel grafico, gli indicatori di costo medi, minimi e massimi per le varie categorie di investimento e per le diverse tipologie di forma pensionistica complementare. Tali indicatori, che misurano la dispersione dell’onerosità delle forme di previdenza, sono calcolati dalla Covip, con riferimento alla fine di ciascun anno, e pubblicati sul suo sito (www.covip.it). Va ricordato come il costo di una forma previdenziale costituisca una degli elementi da ponderare con maggiore attenzione essendo uno degli elementi di maggiore impatto sulla prestazione finale. Previsto sin dal 2007 l’Indicatore sintetico esprime in modo semplice e immediato l’incidenza dei costi sostenuti annualmente dall’iscritto sulla propria posizione individuale maturata nella fase di accumulo. La Covip ha elaborato in particolare una metodologia di calcolo analoga per tutte le forme di nuova istituzione. Più nello specifico il parametro è dato dalla differenza tra due tassi di rendimento rappresentati da quello relativo a un ipotetico piano di investimento che non prevede costi e il tasso interno di un piano che li considera.
*L’Isc viene riportato per differenti periodi di permanenza nella forma previdenziale (2, 5, 10 e 35 anni) poiché alcuni costi (costo di iscrizione, spesa annua in cifra fissa o in percentuale sui versamenti) hanno un impatto che diminuisce nel tempo al crescere della posizione individuale maturata. Nel calcolo si fa riferimento a un aderente-tipo che effettua un versamento contributivo annuo di 2.500 euro e si ipotizza un tasso di rendimento annuo del 4%. I costi presi in considerazione sono il costo di iscrizione, la spesa annua (in cifra fissa o in percentuale sui versamenti), le commissioni in percentuale sul patrimonio; viene considerato nel calcolo anche il costo per il trasferimento della posizione individuale, tranne per l’indicatore a 35 anni, dove vale l’ipotesi di pensionamento. Rimangono esclusi tutti gli oneri che presentano carattere di eccezionalità o che sono collegati a eventi o situazioni non prevedibili a priori (ad esempio, i costi legati all’esercizio di prerogative individuali o quelli derivanti dalle commissioni di incentivo eventualmente previste per la gestione finanziaria). (riproduzione riservata)
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