La RcAuto familiare, contenuta nel Decreto Fiscale, è un vantaggio o uno svantaggio per le famiglie italiane?


La norma che consente a tutti i componenti di una famiglia di beneficiare della classe di merito più vantaggiosa, motorini e moto compresi, ampliando il raggio d’azione della legge Bersani del 2007 è sulla bocca di tutti.

Mi permetto di fare alcune considerazioni.

Dopo anni di riduzione delle tariffe siamo giunti ad un momento difficile per il settore: il combined ratio, ossia il rapporto tra i sinistri e i premi incassati, dell’esercizio corrente 2018 è salito arrivando a ridosso del 100%, valore oltre il quale le compagnie subiscono una perdita.

È indubbio che le nuove regole scombussoleranno gli attuali principi tecnici in base ai quali vengono definite le tariffe RcAuto, non consentendo di tener conto a sufficienza dell’effettivo rischio del guidatore ed aggravando lo squilibrio che si era già creato con la legge Bersani del 2007. Ad ogni modo nel giro di qualche mese le Compagnie faranno in modo di far quadrare i conti ed alla fine per le famiglie lo sconto non sarà, molto probabilmente, quello promesso. Anzi…

Aggiungo, poi, che l’attuale sistema del bonus malus, in base al quale vengono stabilite le classi di merito, ha dimostrato in questi ultimi anni limiti oggettivi. Si pensi che grazie alla legge Bersani oggi più del 60% degli assicurati gode già della prima classe di merito e si arriva al 90% dei clienti se si considerano le prime tre classi.
Il bonus malus oggi non misura più l’effettivo rischio che un assicurato possa provocare un incidente e le nuove norme non faranno altro che accrescere ulteriormente queste percentuali.

In conclusione: il risparmio promesso, sino al 30-40% sulla spesa RcAuto, in virtù di quanto sopra presentato, è tutto da verificare!

Attendiamo ora, dopo l’approvazione di ieri sera alla Camera, che il decreto passi al Senato.

Staremo a vedere…

Matteo Uez