Come investire i propri risparmi in modo razionale

I nostri risparmi tra prudenza, incertezze e occasioni mancate

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Forse non tutti sanno che la ricchezza privata degli italiani si colloca ai vertici delle classifiche mondiali. Secondo l’OCSE, infatti,  siamo al quinto posto nel  rapporto tra il patrimonio netto delle famiglie e il reddito disponibile; meglio di noi fanno solo Stati Uniti, Giappone, Belgio e Olanda.

Vediamo qualche numero che ci fornisce Bankitalia in un recente studio: la ricchezza complessiva degli italiani supera i 10.000 miliardi, con la parte preponderante rappresentata da abitazioni e terreni (oltre 6.000 miliardi) e una ricchezza finanziaria (azioni, obbligazioni e depositi) di circa 4.500 miliardi. 

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Cosa preoccupa gli italiani?

Fin qui, si dirà, tutto bene. In realtà le perplessità e le preoccupazioni nascono dal dato secondo cui, a marzo 2019, dei 4.500 miliardi di ricchezza finanziaria, oltre 1500 miliardi risultano in giacenza sui conti correnti, quasi sempre con una remunerazione nulla o comunque modesta. Inoltre, la quota di liquidità ferma sui conti risulta in  crescita del 3% nel corso degli ultimi 12 mesi.

Gli italiani si confermano, quindi, un popolo di risparmiatori con tanti soldi liquidi  in banca ma con diversi dubbi su come gestirli.

I motivi di questi dubbi attengono in larga parte alla sfera psicologica: incertezza sull’andamento dell’economia, timore di nuove tasse, paura che succeda qualcosa; insomma molti di noi si dicono “…meglio mettere qualcosa da parte perché non si sa mai”.

A questa incertezza si aggiunge una scarsa attitudine alla pianificazione finanziaria e la paura di incappare nell’investimento sbagliato. Emozioni, sentimenti, paure del tutto comprensibili ma che conducono a un atteggiamento passivo  e alla perdita di opportunità. L’argomento merita un po’ di attenzione da parte di ciascuno di noi.   

Anzitutto è chiaro che una parte di liquidità  è del tutto fisiologica, essendo al servizio delle esigenze ordinarie (spesa, utenze, vestiti, mutui, ecc.) e dei programmi di spesa a breve termine (auto, vacanze, studi, ecc.). A quanto ammonta la liquidità da tenere disponibile per queste esigenze? Non è molto difficile quantificare una cifra; basta dare un’occhiata ai movimenti del conto corrente degli ultimi mesi o, per i più precisi, scaricare una delle tante App che consentono di tenere traccia di tutte le nostre spese suddivise per categorie.

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Le domande giuste da farsi

Una volta definita la parte di liquidità che serve per la vita di tutti i giorni, sarebbe opportuno considerare eventuali spese significative programmate a breve, ad esempio il cambio dell’auto, spese importanti per l’abitazione, gli studi dei figli. Le somme destinate a queste uscite potranno essere tenute sul conto o investite a breve termine in strumenti facilmente smobilizzabili in caso di necessità.

E per la parte che potremmo definire del “non si sa mai”? Gli italiani culturalmente sono portati a un atteggiamento prudente e consapevole nei confronti delle situazioni legate al ciclo di vita come la pensione, le malattie croniche  o la non autosufficienza, o a rischi legati al patrimonio (mantenimento dello standard di vita in caso di perdita della persona con maggior reddito, furti, responsabilità civile, alluvioni, terremoti, ecc.) e, proprio per far fronte a queste evenienze, accantonano cifre sul conto corrente.

Molto spesso, tuttavia, queste somme risulterebbero insufficienti in caso di eventi negativi. Diventa importante, in quest’ambito, una buona pianificazione assicurativa che consenta di realizzare, con l’aiuto di un esperto assicurativo, un programma che garantisca coperture   complete e massimali adeguati in caso di eventi della categoria “non si sa mai”. In parole semplici, è più efficiente pagare una polizza per l’abitazione che costa per un utente medio circa 200 euro all’anno, piuttosto che tenere parcheggiato denaro per la paura di furti, incendio dell’abitazione, danni a vicini, ecc.

Al termine di questa analisi, i più fortunati, ci auguriamo in tanti, potrebbero scoprire che parte della liquidità del conto non serve per le esigenze ordinarie, per le spese importanti programmate o per rischi futuri.  Questa liquidità potrebbe, quindi, essere utilmente investita in prodotti assicurativi con un orizzonte temporale di medio e lungo termine o accantonata in forme pensionistiche complementari con cui poter ottenere non solo una rendita integrativa della pensione obbligatoria, ma anche un’opportunità di risparmio in caso di eventuali difficoltà personali e lavorative da dover affrontare.

Con il supporto di un valido esperto di primarie istituzioni assicurative, sarà possibile la scelta dei prodotti più adeguati, coerenti con le proprie esigenze previdenziali e di coperture assicurative, nel pieno rispetto di tutte le normative vigenti e applicabili a tutela dei risparmiatori e degli investitori.

 
FONTE: PLUS – Risparmio – UnipolSai Assicurazioni